Schiacciata dolce all’uva e grano saraceno

Lievitati | 10 ottobre 2014 | By

Schiacciata dolce all’uva e grano saraceno
Ecco l’ho fatta anche io!

La vedevo ovunque questa schiacciata all’uva, era diventata un’ ossessione ormai, è evidente : ogni blog che si rispetti deve avere assolutamente la sua ricetta di schiacciata. E perché io in quasi 3 anni di blog non l’ho mai fatta? Perché rischio che finisca la stagione dell’uva e ancora non l’ho mai fatta? Perché mi vado a spulciare tutte le proposte in rete e poi non mi decido?
Perché odio l’uva!!!
Ecco l’ho detto, la odio, la odio. Non mi è mai piaciuta e poi tutti quei semini orribili, una vera tortura, anche quando eroicamente ho voluto provare a mangiarne qualche chicco , i semi li dovevo assolutamente togliere uno ad uno, alla fine 3 chicchi d’uva mangiati e la conclusione che non fa per me!
Eppure ho la sensazione di non essere l’unica a detestare gli acini dell’uva visto che ultimamente i banchi della frutta sono pieni di “uva senza semi”……mi sono fatta tentare. Quando l’ho presa mio marito è quasi inorridito, lui che è un estimatore dell’uva “quella vera”  dice lui. Ma io l’ho presa per un motivo….faccio la schiacciata! Ormai ero decisa, tanto se è una schifezza a casa c’è chi la mangerà comunque volentieri, e poi la cosa importante e che io abbia la mia ricetta di schiacciata, giusto? 🙂
L’ispirazione è partita dal meraviglioso blog di Sara, ho sostituito la farina di semola con grano saraceno per darle un sentore più rustico,  cambiato i tempi di lievitazione e usato zucchero muscovado.
Risultato? Io amo la schiacciata!   Buona, buona, buona, anzi di più. Una vera scoperta e domani la rifò 🙂

Ingredienti
(per uno stampo di 26 cm)
130 g di farina 00
80 g di farina di grano saraceno
50 g di manitoba
150 ml di acqua
15 g di zucchero muscovado  + 4 cucchiai per lo spolvero
1 cucchiaio di olio extravergine
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di miele
3 g di lievito di birra secco
400 g di uva rossa da tavola (mia senza semi)

Procedimento

Con un pò di acqua tiepida sciogliete il lievito assieme al miele. In un contenitore a parte, oppure in planetaria,  setacciate le farine e iniziate a versarvi l’acqua poco alla volta, l’olio, lo zucchero  e il lievito sciolto.
Impastate energicamente per 5 minuti , poi unite il sale. Mettete l’impasto sul piano di lavoro e continuate a impastare fino ad avere un panetto più elastico.
 
Adesso fate un paio di giri con pieghe di secondo tipo che serviranno a dare forza all’impasto, mettetelo in una ciotola unta d’olio, e spennellate d’olio anche il panetto poi coprite con pellicola alimentare e a questo punto o lasciate maturare il frigo per qualche ora (anche tutta la notte) oppure lo lasciate lievitare per 3 o 4 ore.
 
Io l’ho fatto maturare in frigo 5 ore, poi l’ho lasciato lievitare altre 2 ore in forno che avevo riscaldato a 30° e poi spento. Adesso dividete in due l’impasto ed iniziate ad allargare con le mani unte di olio la prima metà e poi ponetela sulla teglia tonda leggermente unta d’olio, mettete sopra circa 250 g di uva già lavata, spolverizzate con lo zucchero muscovado e coprite con l’altra metà dell’impasto, spennellatelo d’olio poi mettete sopra il resto dell’uva e dello zucchero.
Lasciate lievitare ancora un ora o due e infornate a 180° per una ventina di minuti.
 
schiacciata lievitazione

Ecco la schiacciata lievitata e pronta per il forno

 

 

 

Tortine di panna e fragole per il dì di festa

Natale è appena passato ma ancora
per qualche giorno ci viviamo questa bella atmosfera di festa. La cosa che più
mi piace dei giorni di festa è la possibilità di godersi il tempo e di non  dover correre sempre dietro quelle odiose
lancette dell’orologio! Chi lavora e ha dei bambini e una famiglia  lo sa benissimo cosa intento, la sveglia che
suona all’alba , le raccomandazioni ai bambini , la colazione al volo, e fai
presto dentro quel bagno….e corri che perdi l’autobus….e accidenti non trovo il
badge!….e scappo a far la spesa….e uffa è già ora di cena!…..Insomma che
stressssss.
E invece per 4 meravigliosi
giorni mi sono goduta le giornate senza orologio e senza telefono! Sono volati
lo ammetto e oggi sono già tornata a lavoro ma chi sa come mai l’orologio
appeso alla parete del mio ufficio era curiosamente fermo…..sarà la magia del
Natale che vuole fermare il tempo….o saranno le batterie scariche?….mah 🙂
E quando si ha il tempo di fare
comodamente  una bella colazione ci si
può permettere anche un risveglio così goloso e festivo, una buonissima tortina
di biscotto alla panna, gelatina di fragole e panna montata….e la festa continua!
PER
IL BISCOTTO ALLA PANNA
2 tuorli d’uovo
150  gr di
zucchero
165  gr di
panna
165  gr di
farinaa
5 gr di lievito in polvere
1 pizzico di sale
Montare i tuorli con lo zucchero  ed il sale per circa 10 minuti. Unire la
panna montata e la farina setacciata con il lievito alternando le due a poco a
poco.
Stendere su un foglio di carta da forno e cuocere a
175° per circa 20 minuti.
PER
L’ACQUA DI FRAGOLE
Ingredienti
250 gr di fragole
115 gr zucchero semolato
25 gr acqua
Tagliare  a
pezzetti  le fragole, unire  lo zucchero semolato  e l’acqua. Mescolare e mettere nella ciotola
in microonde, alla massima potenza, per 4 minuti.
 Rovesciare il
tutto sopra un colino a maglie fini
e fare  colare
il liquido senza mescolare. Recuperare tutto il liquido e tenere le fragole da
parte.
PER
LA GELATINA DI FRAGOLE
200 gr di acqua di fragole
4 gr di gelatina in fogli
Ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda per 10
minuti, scaldare l’acqua di fragole senza farla bollire, unire i fogli di
gelatina ammollati e ben strizzati e mescolare bene . Lasciar raffreddare
a  temperatura ambiente
PER
L’ASPIC  DI FRAGOLE E MENTA
Riprendere i pezzetti  di fragole e condirli con delle foglioline di
menta , 1 cucchiaino di succo di limone e 1 cucchiaino di moscato. Inserirle in
un coppapasta tondo e versarvi sopra un po’ della gelatina ancora liquida fino
a ricoprire bene le fragole, mettere in frigo ad addensare.
PER
LA PANNA MONTATA
200 gr di panna fresca
20 gr di zucchero
MONTAGGIO
DEL DOLCE
Ho coppato il biscotto alla panna con una formina a
fiore, ho appoggiato sul biscotto il cerchio di aspic di fragole e menta, con
due sac a poche con bocchetta tonda piccola ho fatto prima dei cerchi di panna
distanziati appena l’uno dall’altro sull’aspic, poi ho riempito gli interspazi
con la gelatina di fragole (inserita in sac a poche).
Ho decorato il tutto in stile natalizio, con fragole
e fresche e panna ( babbo natale) e gelatina di fragole (stella cometa)

Con questa ricetta partecipo al contes di Silvia Dans ma cuisineNatale a colazione” con Luca Montersino e Dolcemente by Kitchen

Pudding di pane, lamponi e cioccolato bianco

L’altra sera ero seduta nella
sala di attesa di un ufficio e mentre aspettavo 
il mio turno  svogliatamente
guardavo le locandine affisse alle pareti, c’erano messaggi di ogni genere del
tipo “ un sorriso non costa nulla” o del tipo “ tutti uniti contro la zanzara
tigre” o le ormai onnipresenti istruzioni su come lavarsi le mani…….ma l’attenzione
è caduta su due magnetici occhi neri di bambina, due occhi che mi guardavano e
c’era il mondo dentro, il mondo quello lontano da noi, quello della povertà
vera, della sofferenza e della fame.  “Questi
occhi aspettano un futuro” …………e li che ti senti terribilmente in colpa di
esserti  lamentata qualche ora prima perché
non ti puoi permettere di acquistare l’ultimo libro di Leonardo di Carlo perché
costa troppo!
E ti senti piccola come una
formica e ti fa quasi male continuare a guardare quegli occhi.  E penso : ma io cosa posso fare oltre a
sentirmi in colpa?  Non posso permettermi
grandi slanci, forse neanche piccoli, la crisi ha colpito a raffica anche nella
mia famiglia.
Con questa consapevolezza amara
da ingoiare torno a casa e la sera come quasi tutte le sere, accendo il mio pc
e mi concedo qualche momento di relax in giro per la blogosfera del cibo che
tanto amo e di nuovo due occhi di bimbo , neri, bellissimi….e stavolta forse
posso fare qualcosa!
Si  c’è un’iniziativa bellissima, il contest “Buono
come il pane”   che fa capo alla campagna
“ Io non mangio da solo” promossa dall’organizzazione di volontariato ProgettoMondo
Mlal  in collaborazione con Virginia di “
Lo spilucchino”.
Per dirla in poche parole l’organizzazione
si sta impegnando da oltre 45 anni nelle aree più povere dell’Africa e dell’America
 Latina occupandosi  fondamentalmente di assicurare
un’alimentazione adeguata al neonato e alla sua mamma, promuovere la
distribuzione di almeno un pasto al giorno nelle scuole, sostenere programmi di
sicurezza alimentare, di accesso all’acqua potabile e di gestione delle risorse
naturali.
La giusta nutrizione è
fondamentale nei bambini fino ad almeno due anni di età perché permette la
crescita regolare di tutti gli organi principali , se questo viene meno purtroppo
i danni futuri potrebbero  essere irreversibili.
Questo è un piccolo video in cui
si spiega questa cosa.
Il pane sembra quasi una scelta
inevitabile per questo argomento, cibo universale che unisce ogni popolo e ogni
classe sociale e allora via con la raccolta delle ricette fatte col pane. Le 12
immagini più belle saranno utilizzate per farne un calendario e tutte le altre
faranno parte di un libro, naturalmente tutto il ricavato va devoluto a questa
iniziativa.
La mia è una ricetta dolce,
certamente :D.
Ho pensato di fare qualcosa di
semplicissimo , con del pane raffermo che altrimenti avrei utilizzato per farci
delle polpette o non so cosa. Ho fatto un budino di pane o meglio un
pudding  e stamattina in 5 minuti era
pronto , cottura a parte.
 La cuochetta vedendomi utilizzare del pane
vecchio e secco era un po’ perplessa poi lo ha assaggiato e mi ha detto : mamma
non pensavo che dal pane secco potesse nascere qualcosa di così buono……………:D e
si dal pane secco stavolta può nascere qualcosa di veramente molto bello!  Oggi forse mi sento un po’ meno in colpa 😀

Pudding di pane , lamponi e cioccolato bianco

Ingredienti:
per 4 cocottine (14×8 cm)

300 ml di latte
140 ml di panna fresca
2 uova grandi
essenza di vaniglia
110 gr di zucchero semolato
1 pizzico di sale
1 baghette di pane raffermo
lamponi a volontà
50 gr di gocce di cioccolato bianco

Preparazione :
Tagliamo il pane a tocchetti
piccoli, prendiamo un recipiente e versiamo dentro il latte, la panna, le uova
, lo zucchero , la vaniglia e il pizzico di sale, sbattiamo tutto bene con
delle fruste a mano e mettiamoci dentro i tocchetti di pane. Devono stare ad
ammollare per almeno mezz’ora, io li ho rigirati un paio di volte per farli
ammorbidire bene ovunque.
Prendiamo delle cocottine da
forno e spennelliamo con del burro fuso, versiamoci dentro un po’ del composto,
poi aggiungiamo qualche lampone ( quantità qui è a propria scelta) e le gocce
di cioccolato, ricopriamo con dell’altro composto di pane e finiamo con qualche
altro lampone e cioccolato.
Copriamo le cocottine con della
carta stagnola e poniamo in forno per 20 minuti a 180° , poi togliamo la carta
stagnola e lasciamo colorire per altri 10 minuti.  Noi li abbiamo provati tiepidi ed erano
buonissimi.

Con questa ricetta partecipo con molto piacere al Contest “IO NON MANGIO DA SOLO” di Virgina del blog “Lo spiluchino” in collaborazione con “Progetto Mondo Mal e il blog della campagna “Io non mangio da solo”

Crostata di confettura e pasta madeleine

Crostate-pie-tarte | 23 settembre 2012 | By

E siamo già  in autunno, le giornate sono fortunatamente ancora bellissime e questo week end in particolare è stato ancora un piccolo regalo di sprazzo d’estate. E’ una stagione l’autunno che mi mette una leggera malinconia, è sempre stato così, la vivo come un tenero arrivederci a tutto ciò che mi ha dato energia e vitalità per mesi, io sono una “solare”, amo la luce, il calore sulla pelle, il profumo del mare,amo le giornate lunghe e luminose, amo le fragole, le ciliegie….
Eppure è inevitabile che i ritmi si alternino, è giusto che l’autunno con le sue luci sopite e i suoi colori ambrati ci venga incontro e ci accompagni per qualche tempo nella stagione della moderazione e del cambiamento.
E visto che non ci sono più le ciliegie ma ci sono comunque delle buonissime confetture in dispensa ho pensato di preparare questa crostata molto speciale che mi segnalò qualche tempo fa una mia amica, la fonte è questa, ho fatto solo alcune piccole modifiche in base a ciò che avevo a disposizione al momento. 
La particolarità sta nell’associare la pasta frolla ad un ripieno di confettura e pasta madeleine, il risultato è sorprendente, la friabilità della frolla si sposa magnificamente con la morbidezza della pasta madeleine e la confettura dà quel tocco di dolcezza che completa il tutto.
Ecco la ricetta:

Crostata di confettura di mirabolani e pasta madeleine           
(per una tortiera di 24 cm circa)

Pasta Frolla
300 gr farina
150 gr burro
100 gr zucchero
2 tuorli

scorza grattugiata di limone

sale
Pasta madeleine
180 gr zucchero
150 gr farina
40 gr burro fuso
3 tuorli e 1 uovo
una bustina di vanillina
sale
Ripieno
300 gr di confettura di mirabolani
7/8 amaretti sbriciolati
burro
zucchero semolato e a velo.
Procedimento:
Per la pasta frolla mescolare insieme la farina e lo zucchero, aggiungere il burro freddo a cubetti e procedere ad amalgamare il tutto con il medoto sabbiato, lavorando con i polpastrelli il composto fino a che si presenti proprio come sabbia, naturalmente si può fare anche tutto nella planetaria usando la foglia.
Aggiungere poi le uova precedentemente sbattute insieme, la scorza di limone e il sale.
Formare una palla con l’impasto, ricoprirlo con pellicola alimentare e mettere in frigo per 30 minuti minimo.
Per la pasta madeleine montate a bagnomaria l’uovo e i tuorli con lo zucchero,
la vanillina e un poco di sale poi fuori dal fuoco incorporare la farina e il
burro fuso.

Stendete la pasta frolla a  4 mm di spessore e  foderare una tortiera di cm 24 di diametro
Distribuire sul fondo della tortiera la confettura ( nel mio caso di mirabolani)  mescolata agli amaretti sbriciolati e versare sopra  la pasta maddalena, spolverizzatela di zucchero a velo e completate
con decorazioni (stelline) di pasta frolla ricavate dai ritagli. 
Cuocete la crostata in forno a 180° per 20 min poi a 170°
per altri 20 min.
Sformatela dopo 10 min che è fuori dal forno e lasciatela
raffreddare su una gratella. Servitela spolverata di zucchero a velo.

Charlotte di albicocche e una lunga estate calda

Mi riaffaccio oggi alla finestra del mio blog dopo una sofferta assenza, e si perchè quando non riesco a dedicargli il tempo che vorrei mi manca moltissimo e mi lascio finanche prendere dai sensi di colpa, quasi come quelli che vengono ad una mamma quando si accorge di non riservare le giuste attenzioni al proprio piccolo :).
Sono cambiate un pò di cose negli ultimi due mesi e il tempo che adesso  riesco a ritagliare per me è davvero ridotto al lumicino, quando ho aperto questo blog, dopo tanti anni in cui pensavo di farlo ma non mi decidevo mai, mi sembrava di aver finalmente realizzato qualcosa in cui mi riconoscevo appieno, che esprimesse la mia passione e il mio entusiasmo per questa meravigliosa arte che è la pasticceria, lo penso ancora, anzi ne sono convinta più che mai ma è diventato tutto più complicato.
In questi quasi 7 mesi di blog sento di aver imparato moltissimo, ho condiviso le mie esperienze con tante simpatiche “colleghe” e mi hanno entusiasmato e caricato di energia i loro dolcissimi commenti!
E’ un mondo che sto imparando a conoscere e che stimo profondamente perchè fatto per una gran parte di chi veramente ci si dedica con il cuore e ha sete di imparare, di migliorare e condividere questa passione.
Con questa premessa sembra quasi che io voglia chiudere la “boutique”….neanche per idea!!!!
Anzi, questo vorrei fosse un nuovo inizio, non voglio farmi condizionare da un lavoro rigido che mi impone dei ritmi che non condivido e che mi smorza gli entusiasmi e la carica. o da qualche situazione sopravvenuta e difficile da affrontare che mi  ha  buttato giù il morale e disperso i pensieri.
Voglio che resti il mio angolo, il mio rifugio, il mio porto sicuro, quel piccolo mondo che mi regala belle soddisfazioni e una dolcissima fetta di felicità.
Sto riorganizzando il mio tempo e mi sto riprendendo il mio spazio…….ci sto riuscendo e non ci mollo. promesso!!!
E adesso un dolcissimo ricordo di una lunga estate calda. un cesto di albicocche appena raccolte che la mia “vecchissima” amica di sempre mi ha regalato quando un mesetto fa sono tornata a trovarla in quella meravigliosa e calorosa terra del sud che mi manca da togliere il fiato.
Erano davvero tante e allora ho preparato la marmellata di albicocche con il metodo Ferber, buonissima davvero, poi ho fatto la torta Sacher del mio mitico Montersino e infine ci siamo gustati questa deliziosa charlotte leggera e freschissima,  di sera, dopo cena nel terrazzino di fronte al mare…………….e mi sono ripresa un bel pezzo del mio tempo 🙂
Charlotte con chantilly e gelè di albicocche   (fonte Il Bloggoloso )

Ingredienti per una tortiera di 26 cm

Biscuit à la cuillère
140 gr di tuorli d’uovo
180 gr di albumi

75 gr e 75 gr di zucchero
75 gr di fecola di patate
75 gr di farina 00
Zucchero a velo q.b.

Crema chantilly alle albicocche

(crema pasticcera)

250 gr di latte
50 gr di tuorli d’uovo
70 gr, di zucchero
15 gr di amido di mais
15 gr di amido di riso
40 gr di burro a pomata
300 gr di polpa di albicocche + un cucchiaio di zucchero
300 gr di panna montata
8 gr di colla di pesce

Gelée di albicocche

300 gr di polpa di albicocche
80 gr di zucchero
6 gr di colla di pesce
qualche albicocca per la decorazione
Zucchero 60 gr
Stecca vaniglia

Preparazione:

Iniziamo col preparare la geleè di albicocche perchè deve rassodare in congelatore.
Puliamo e snoccioliamo le albicocche che vanno poi frullate e ridotte in polpa con lo zucchero, poi ne prendiamo una piccola quantità, direi un paio di cucchiai,  e la riscaldiamo su fuoco, appena calda togliamo dal fuoco e sciogliamoci dentro i fogli di colla di pesce tenuti precedentemente in ammollo in acqua fredda per 10 minuti e uniamola bene all’altra polpa.
Versiamo in un contenitore tondo di qualche centimetro più piccolo della tortiera che useremo in seguito, mettiamo in frizer per almeno un paio d’ore a solidificare.
Ora prepariamo il biscotto. Faccio una piccola premessa, la consistenza di questo biscuit a la cuillere è fantastica, ho provato molte ricette ma questa è la migliore per me, leggerissimo e buono buono davvero un grazie quindi alla bravissima Sarachan.
Montiamo a neve ben ferma gli albumi con i primi 75 gr di zucchero e facciamo lo stesso con i tuorli, poi uniamo le due masse montate molto delicatamente iniziando col versare qualche cucchiaiata di albume montato nella massa di tuorli amalgamando delicatamente dall’alto verso il basso per non smontarla.
Setacciamo assieme fecola e farina e le uniamo a pioggia al composto di uova, mescolando sempre molto delicatamente. Quando è tutto perfettamente amalgamato mettere il composto nella sac a poche e disegnare sulla carta forno due cerchi dello stesso diametro della tortiera, partendo dal centro girando in torno a mo’ di spirale, il metodo è lo stesso che ho usato qui. e una striscia che servirà per il bordo.
Ricoprire abbondantemente di zucchero a velo e infornare a 200° per 10/12 minuti circa, deve dorare leggermente , attenzione alla cottura. Lasciar raffreddare.
Non ci rimane che fare la crema chantilly alle albicocche.
Ho preparato come prima cosa la crema pasticcera usando il metodo Montersino tranne che per l’utilizzo della panna in quanto va aggiunta comunque una percentuale di burro e mi è sembrato che bastasse come parte grassa aggiunta.
Ho messo il latte a bollire, ho montato perfettamente i tuorli con lo zucchero, ho aggiunto gli amidi setacciati, ho versato il composto nel latte giunto a bollore e aspettato qualche secondo senza girare che il latte con l’ebollizione cominciasse a coprire il composto di uova,  a questo punto ho iniziato a girare con una frusta per qualche secondo appena e la crema è pronta, senza grumi e perfettamente cotta, metodo straordinario! Aggiungiamo alla crema i fogli di gelatina precedentemente messi ad ammollare in acqua fredda, mescoliamo benissimo per amalgamare perfettamente la gelatina alla crema e lasciamo raffreddare.
Intanto frulliamo in polpa le albicocche e montiamo la panna, quando la crema si è intiepidita e ha raggiunto una temperatura di 25°/30° circa possiamo unire il burro a pomata.  la polpa di albicocche e infine delicatamente la panna montata al 80% circa. La nostra crema chantilly mousseline all’albicocca è pronta.

Montaggio del dolce

Per montare il dolce mi sono servita di una tortiera apribile a cerniera di 26 cm di diametro, l’ho foderata con della pellicola che ho lasciato eccedere  fuori dai bordi, ho messo il disco di base di biscotto, poi il bordo laterale ben stretto, ho versato metà della crema di albicocche, ho inserito il disco di geleè, ho ricoperto con la rimanente crema e chiuso tutto con il secondo disco di biscuit. Messo in frigo per almeno 6 ore o tutta la notte, ancor meglio.
Trascorso il tempo di raffreddamento ho capovolto il dolce su di un piatto da portata, aperta e sfilata  la tortiera, tolta la pellicola e iniziata la decorazione, in questo caso molto semplice con degli spicchi di albicocce passate in uno sciroppo di zucchero aromatizzato alla vaniglia, zucchero a velo e cioccolato fondente.

Il dolce è piaciuto a tutti, anche più della Sacher che avevo preparato in alternativa per chi non ama i dolci alla frutta, molto fresco, adattissimo per queste giornate ancora molto calde, adesso le albicocche non ci sono più ma si possono sostituire perfettamente con le pesche….mi sa che farò la prova 🙂